Compost, ammendanti e digestati: chi li produce per la commercializzazione deve dimostrare la conformità al D.Lgs. 75/2010 con analisi periodiche. Sintesi pratica per impianti, aziende agricole e gestori della filiera.
Quando il compost smette di essere un rifiuto
Il compost prodotto in conformità ai requisiti del D.Lgs. 75/2010 cessa la qualifica di rifiuto (end of waste) e diventa un fertilizzante commercializzabile. È l'analisi a fare da spartiacque: senza referto conforme, il prodotto resta rifiuto.
La normativa distingue principalmente tre tipologie:
- ACV — Ammendante Compostato Verde: solo scarti vegetali (potature, sfalci, residui agroforestali).
- ACM — Ammendante Compostato Misto: include frazione organica da raccolta differenziata (FORSU).
- Digestato: prodotto da impianti di biogas, valorizzabile in agricoltura previa caratterizzazione.
Chi deve fare le analisi e con quale frequenza
Sono tenuti alla caratterizzazione analitica:
- Impianti di compostaggio autorizzati che commercializzano il prodotto finito;
- Aziende agricole che vendono compost autoprodotto o digestato a terzi;
- Consorzi e gestori di filiera per controlli ambientali su compost destinato all'utilizzo agricolo;
- Acquirenti professionali che vogliono verificare la conformità del lotto ricevuto.
La frequenza minima è stabilita dall'autorizzazione dell'impianto e dal volume di produzione. Nella pratica: ogni lotto significativo viene caratterizzato prima della commercializzazione. Per impianti a regime continuo, il piano di autocontrollo prevede analisi periodiche su base mensile o trimestrale.
I parametri richiesti dal D.Lgs. 75/2010
Il pannello analitico di base copre tre famiglie:
- Parametri agronomici — pH, conduttività elettrica, sostanza organica, carbonio organico, azoto totale, rapporto C/N, umidità.
- Parametri ambientali — metalli pesanti (Cd, Cr VI, Hg, Ni, Pb, Cu, Zn), indice di germinazione, inerti plastici e vetrosi.
- Parametri microbiologici — Salmonella spp., Escherichia coli, per la verifica dell'igienizzazione del prodotto.
Cosa succede se i parametri non sono conformi
Se i valori eccedono le soglie del decreto, il prodotto non può essere qualificato come ammendante e deve essere gestito come rifiuto, con caratterizzazione e codice EER appropriati. In caso di non conformità su un lotto, conviene rivedere il processo di compostaggio (tempi di maturazione, rapporto C/N delle matrici in ingresso, igienizzazione) e ripetere la caratterizzazione prima della nuova commercializzazione.
- D.Lgs. 75/2010 — riordino e revisione della disciplina dei fertilizzanti
- Reg. UE 1009/2019 — prodotti fertilizzanti UE
