Il D.Lgs. 101/2020, attuazione della direttiva Euratom 2013/59, ha introdotto in Italia un livello di riferimento di 300 Bq/m³ per la concentrazione di gas radon negli ambienti chiusi — luoghi di lavoro, scuole e, gradualmente, nelle nuove abitazioni. Una guida sintetica a cosa prevede la norma e perché interessa chi costruisce o ristruttura.

Cos'è il radon e perché si misura

Il radon è un gas nobile radioattivo di origine naturale, prodotto dal decadimento dell'uranio presente in rocce e terreni. Inodore, incolore, insapore, tende ad accumularsi nei locali a contatto con il suolo (piani interrati, terra-tetto, scantinati). L'Organizzazione Mondiale della Sanità lo classifica come la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo di tabacco.

Il livello di riferimento: 300 Bq/m³

Il D.Lgs. 101/2020 fissa il livello di riferimento medio annuodella concentrazione di attività di radon in aria a:

  • 300 Bq/m³ per i luoghi di lavoro esistenti;
  • 300 Bq/m³ per le abitazioni esistenti;
  • 200 Bq/m³ per le abitazioni costruite dopo il 31/12/2024 (livello più stringente per le nuove costruzioni).

Sopra il livello di riferimento non scatta automaticamente un divieto, ma il datore di lavoro o il proprietario sono chiamati ad adottare misure di mitigazione e a ripetere la misurazione per verificarne l'efficacia.

Chi è obbligato a misurare

Hanno l'obbligo di valutazione della concentrazione di radon:

  • Datori di lavoro per locali interrati e seminterrati, locali al piano terra in aree prioritarie individuate dalla regione, luoghi di lavoro specifici (terme, gallerie, miniere);
  • Scuole, asili nido e scuole dell'infanzia ricadenti in aree prioritarie;
  • Costruttori e committenti di nuove abitazioni: devono prevedere misure di prevenzione passiva (membrane, vespai aerati, sigillature) già in fase progettuale, secondo le linee guida nazionali.

Come si misura il radon

La misurazione tipica si basa su dosimetri passivi esposti per un periodo di 12 mesi continuativi (o due semestri consecutivi), in modo da catturare le variazioni stagionali — il radon infiltra più facilmente in inverno per la differenza di pressione tra interno ed esterno. La misura va eseguita da laboratori riconosciuti, secondo procedure UNI ISO 11665.

Cosa fare nelle nuove costruzioni

Per chi sta progettando o costruendo casa oggi, il D.Lgs. 101/2020 chiede sostanzialmente tre cose:

  1. Prevenire in fase di progetto, con accorgimenti costruttivi (vespaio aerato, membrana anti-radon sotto pavimento del piano terra, ventilazione locali interrati).
  2. Misurare la concentrazione una volta che l'edificio è abitato, con dosimetro per un anno solare.
  3. Mitigare se il valore eccede 200 Bq/m³ (250 raccomandato in via prudenziale), con interventi di ventilazione forzata, depressurizzazione del vespaio o sigillatura.
Riferimenti normativi
  • D.Lgs. 101/2020 — attuazione direttiva 2013/59/Euratom in materia di radioprotezione
  • Linee guida del Piano Nazionale Radon (PNR) e delibere regionali sulle aree prioritarie
  • UNI ISO 11665 — misurazione del radon in aria indoor